giovedì 1 luglio 2010

Non se more...

E' quando te lo dicono, il problema.
Quando avresti potuto farlo benissimo da solo - rallentare, accelerare, stare attento agli stop - e invece ti si piazza tra capo e collo il monito di qualcun altro, seduto alla tua destra.

A lui, non erano mai piaciuti i cartonati con gli animaletti da colorare. Piuttosto, sfogliava Il Capitale al contrario, dentro allo sgabuzzino, facendo gloriosamente finta di avere già imparato a leggere. L'odore dei pomodori pelati dentro quel bugigattolo, quello ancora lo ricorda. Non gli è mai riuscito di intendere l'amore in altro modo, se non come quell'aprire lenta la porta, la nonna che faceva capolino, a dargli i pezzettini di pane con il prosciutto sopra.

E' quando - a ben vedere - te lo dicono, il problema.
Che dovresti lasciar perdere, che quella cosa non fa per te, è ora che apri gli occhi, il mondo è pieno di gente che ti aspetta.

Dagli ad aspettare, pensava. Maria non c'era più, aveva deciso da un giorno all'altro di portarsi via lo spazzolino da denti e il pigiama, da casa sua. La sensazione di quando ti strappano via tutto, quegli oggetti fermi immobili - magari per settimane - a prendere polvere nel cassetto, in attesa di un fuggifuggi salvifico di due genitori stanchi morti dal lavoro e quindi degni di prendersi un giorno di ferie. Di seta e Piper e cucina fusion, non avevano bisogno. Si sfogliavano a vicenda, raccontandosi per ore ed ore storie ripetute mille volte, piene di meravigliose bugie e banalissime verità. Poi, facevano l'amore e si addormentavano, girandosi dall'altra parte.

E' quando te lo dicono, il problema. Che non c'è un modo per cancellarle, quelle storie lì. Che è inutile cercare altrove di rimpinguare il vuoto. Che deve fare il suo corso, come una malattia degenerativa al contrario.

Strafregandosene, maciullava cuori in ogni dove, in cerca di quel senso vago di bellezza e atarassia, che quando lo vivi con qualcuno - dice - così tanto appieno, è praticamente impossibile farselo scivolare addosso.

Guardalo, stasera. Non si è lavato i capelli, non ha messo il viavà sulla macchia d'olio, non si è messo il profumo. Stasera è la sera che trema, perchè lui da un'altra andrà, in cerca di conforto. E quell'altra sta già lì che scotenna i capelli, rammenda i vestiti e si versa addosso l'acquasantiera, sperando di piazzargli un giorno, in camera, lo spazzolino verde e il pigiama del centro commerciale.

... ma se sta male.

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